Da quando avevo 20 anni sono allergica ai conservanti nei cibi. In primavera è un disastro: orribili bolle in viso e pancia gonfia se mangio qualcosa di diverso da frutta e verdura fresche. Un aiuto a espellere i conservanti e a disintossicare il fisico sono le tisane bio non trattate chimicamente. Come quello di Altromercato (www.altromercato.it), commercio equo e solidale molto famoso in Italia.
Fra gli infusi che bevo in questo periodo (assunti di sera prima di dormire, ben caldi, aiutano a espellere i liquidi con ottimi effetti anche sulla bilancia) vi sono Mangia e Bevi che contiene deliziosi pezzi di mango, ananas, banana, mela e fragola. E due tisane: Mela e cannella (sembra di mangiare una fetta di Strudel :) e Benessere, a base di scorza di arancia, carota e curcuma (spezia, quest'ultima, definita dai giapponesi, "di lunga vita" :)
Since I was 20 years old, I've been allergic to preservatives in foods. In spring it's awful: Bubbles come out in the face and my belly gets swollen if I eat something different from fresh fruit and vegetables. A good help in detoxifying the body are organic teas not chemically treated. Such as those by Altromercato (www.altromercato.it), a fair trade very famous in Italy.
Among the teas I'm drinking in this period (taken in the evening before bed, well hot, they help expel the excess liquid with good effects even on the weight) is the infusion Eat & Drink that contains delicious pieces of mango, pineapple, banana, apple and strawberry. And two teas: Apple and cinnamon (it seems to eat a slice of strudel :) and Wellness, based on orange zest, carrot and turmeric (a spice, defined by the Japanese, "long life" :)
Thanks to my son Simone, 6 years, who took this last pic of me :)))
xoxo!
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lunedì 30 marzo 2015
domenica 25 maggio 2014
Matteo Fronduti, l'alta cucina accessibile
*di Patrizia Gallini
Manna Ristorante si trova
a Milano, in piazzale
Governo Provvisorio, una piazzetta chiusa al traffico e recuperata in
modo piacevole. Chef e proprietario è Matteo Fronduti che, insieme ad
una giovane brigata, propone piatti regionali rivisitati con passione.
La sua cucina è moderna
e concreta, un grande rispetto per le materie prime anche le più
semplici che riesce a combinare in maniera originale e la capacità
di mantenere l’equilibrio dei sapori.
Matteo ha un curriculm di
tutto rispetto nonostante la sua giovane età, prima di aprire nel
2007 il suo ristorante ha lavorato sul lago di Garda a Villa
Fiordaliso, alla “Trattoria del Nuovo Macello” a Milano, al Just
Cavalli, da Trussardi e al DO’ di Davide Oldani. Matteo è contrario al
lusso fine a se stesso, si definisce paladino dell’alta cucina
accessibile, di fatto una cena completa è proposta intorno ai 50 euro,
vini esclusi.
Le due sale del
ristorante sono semplici e allegre e possono accogliere circa 40
coperti con sufficiente spazio tra i tavoli adatti pertanto a tête à
tête, ma anche a cene di lavoro. La carta dei vini contempla circa
80 etichette, il meglio delle produzioni italiane, alcuni champagne e
una selezione di passiti di pregio per accompagnare i dolci.
Disponibile anche un elenco di birre artigianali del Piccolo Opificio
Brassicolo del Carrobiolo e del Monastero di Buccinasco. Una cucina originale.
![]() |
| Matteo Fronduti |
Manna Ristorante, tel. 02.26809153, www.mannamilano.it
LA RICETTA
Panino
al prosciutto cotto qui, insalata aromatica, pomodoro verde, maionese
al limone
Ingredienti
per 4 persone
Per
il prosciutto:
1250
g. di coscia di maiale senza osso
1
litro di acqua
150
g. di sale fino
2
g. di salnitro
15
g. di zucchero semolato
15
g. di rosmarino pulito
5
g. di timo pulito
5
g. di polvere di semi di coriandolo
4
fese di aglio private del cuore
4
foglie di alloro
5
g. di pimento rosso
10
grani di pepe nero
5
grani di ginepro
5
chiodi di garofano
Per l’insalata:
2
mazzi di lollo riccia
1
mazzo di rucola selvatica
1
mazzo di tarassaco
1
mazzo di riccia
1
mazzo di acetosella
1
confezione di germogli di crescione
1
confezione di germogli di aglio
1
confezione di germogli di barbabietola
1
confezione di germogli di lenticchie
1
confezione di germogli di pisello
Per
il pane:
4
fette pane casereccio tipo Altamura
20
g. di olio extravergine di oliva
Per
il pomodoro verde:
150
g. di pomodoro verde
25
g. di zucchero grezzo di canna
50
g. di aceto di vino bianco
15
g. di cipolla finemente tritata
2
g. di polvere di semi di coriandolo
Per
la maionese:
1
tuorlo freschissimo
250
g. di olio di semi di girasole
50
g. di olio di oliva extravergine
1
scorza di limone grattugiata
5
g. di succo di limone
2
g. di sale fino
Procedimento
Per
il prosciutto:
Preparare
la salamoia facendo bollire acqua, sale e salnitro. Una volta
raffreddata, unire spezie e aromi.
Conservare
in un contenitore alto e stretto ed immergervi la coscia di maiale.
Conservarla per 10 giorni, massaggiandola ogni giorno per 15 minuti.
Al
decimo giorno sostituire alla salamoia acqua fresca ogni 12 ore. Per
tre volte.
Cuocere
a vapore a 65° gradi per 22 ore, raffreddare e lasciar riposare 48
ore. Affettare sottilmente a macchina come per un normale prosciutto
cotto.
Per
l’insalata:
Mondare,
pulire e lavare le erbe ed i germogli.
Unire
il tutto in un unico recipiente.
Per
il pomodoro verde:
Porre in una capace casseruola
aceto e zucchero, far caramellare a fuoco vivace. Unire al caramello
acido la cipolla, aspettare che i liquidi rilasciati evaporino,
unire, quindi, i pomodori verdi tagliati grossolanamente e il
coriandolo.
Lasciar
cuocere fino a quando i pomodori non saranno ben morbidi.
Per
la maionese:
In
una bastardella ampia porre il tuorlo, il sale, il succo e la scorza
di limone.
Con
una frusta montare la maionese aggiungendo gli olii a filo.
Per
il pane:
Con
un coppapasta adeguato, ricavare dalle fette 12 dischi, condire con
l’olio e tostare in forno a 200° fino a quando non sarà ben
croccante.
Per
la finitura:
In
un piatto piano montare le fette di prosciutto, porre al di sopra un
ciuffo di insalata. A
parte, su un piatto a tre scomparti, piazzare il pane, la marmellata
di pomodoro verde e la maionese.
*Contributor di Bellezzefelici ed esperta di cucina stellata
lunedì 21 aprile 2014
Ecorì, il riso bio 100% amato dagli chef
di Patrizia Gallini*
Ecorì
Agricola srl nasce nel 1999 da un gruppo di soci produttori
accomunati dall’esperienza nella produzione di riso, dall’amore
per il proprio territorio, la provincia di Vercelli e dalla voglia
di far crescere un progetto comune: offrire a chef professionisti e
clienti privati alcune tipologie di riso provenienti da filiera
tracciabile al 100% e di farlo in maniera eco-compatibile con
l’ambiente di produzione.
Ecorì
dichiara la propria tracciabilità, ovvero dove e da chi sono state
realizzate tutte le fasi della produzione del riso che tramite i suoi
soci che sono coltivatori, trasformatori e distributori, possiede
l’intera catena di filiera. A garanzia dei consumatori viene
dichiarato il percorso del prodotto su ogni singola confezione. I
soci produttori di Ecorì sono nove, tutte cascine in provincia di
Vercelli e il riso viene lavorato dal decimo socio. I soci seguono
scrupolosamente le normative e utilizzano strutture che consentono
un’agricoltura a minore impatto. Il riso viene prodotto in modo
pulito, sotto il diretto controllo dei tecnici della Regione Piemonte
e tutte le fasi di conservazione dopo la raccolta escludono l’uso
di prodotti chimici.
Il
Carnaroli è la punta di diamante delle tipologie di riso Ecorì
universalmente riconosciuto come uno dei migliori risi italiani.
Viene prodotto inoltre il riso Carnaroli in versione integrale, il
Vialone Nano, l’Arborio, il Baldo e gli aromatici Venere ed Ermes.
Molto apprezzati sono anche i biscotti con farina di riso, zucchero e
miele, di antichissima tradizione. Ecorì
prepara anche confezioni regalo per ogni occasione su ordinazione e
personalizzabili.
![]() |
| Cascina di Brignona di Monticello |
![]() |
| Viene prodotto anche in Carnaroli integrale :) |
Ecorì
Agricola srl
Via
Trino 200
13100
Vercelli
Tel.
0161 271920
info@ecori.it
www.ecori.it
*Contributor di Bellezzefelici ed epserta di chef stellati
martedì 18 marzo 2014
Amore per la cucina & ricerca, i valori del ristorante Pascia
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| Paolo Gatta, molta gavetta in Italia e all'estero in grandi ristoranti |
di
Patrizia Gallini*
“Amore
per la cucina e passione per la ricerca sono gli ingredienti segreti
per ogni mio piatto”. E’ questo il credo di Paolo Gatta,
chef e proprietario del ristorante Pascia di Invorio,
in provincia di Novara. Che deve la sua passione per la cucina, da
quando aveva solo 13 anni, allo chef Pierluigi Bacchetta,
passione che lo porta a frequentare l’istituto alberghiero E.
Maggia di Stresa.
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Un particolare dell'interno |
Dal 1996
iniziano le sue varie esperienze, prima come apprendista alla Taverna
del Pittore (una stella
Michelin), quindi al ristorante Arianna, per poi passare in
vari locali pluristellati come Al sorriso, al Four Seasons
di Milano all’Antica osteria del ponte, da Cracco Peck e
al ristorante Pinocchio, con un’esperienza importante in
Spagna da Arzak (tre stelle Michelin) a San Sebastian.
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| Al centro della cucina, i prodotti tipici locali |
Arriviamo
quindi al febbraio 2009 all’apertura del ristorante Pascia. La sua
è una cucina che si fonda su prodotti dai sapori veri quali carni e
formaggi locali e verdura e frutta coltivate nel suo orto e scelte
con cura. La sua cucina propone piatti originali e innovativi dove il
gusto sia pari all’olfatto senza tralasciare le forme e i colori
per allietare la vista.
Il
ristorante ha una capienza di 30 coperti, è chiuso la domenica sera
e tutto il lunedì e ha un prezzo medio 60/80 euro, vino escluso.
Ristorante
Pascia: tel. 0322
254008; www.ristorantepascia.it
![]() |
| Risotto allo zafferano con salsiccia e calamaretti |
La
ricetta
RISOTTO
ALLO ZAFFERANO, SALSICCIA DI VITELLO
E
CALAMARETTI SPILLO CROCCANTI
Ingredienti
per 4 persone:
- 320 g riso Carnaroli
- 120 g salsiccia di vitello
- 120 g calamaretti Spillo
- 20 g olio extra vergine di oliva
- 30 g di burro
- 1 g xantana
- 1,3 l brodo
- 2 scalogno
- 1 g pistilli di zafferano
- fiori e germogli
- sale
- pepe
Procedimento:
In una
casseruola riporre dell'olio e una noce di burro e lo scalogno
tritato, aggiungere il riso e tostarlo. Una volta tostato, sfumare
con vino bianco, lasciare evaporare e portare a termine la cottura
mescolando e aggiungendo del brodo.
Al
termine della cottura spegnere la fiamma, mantecare il riso con
burro, parmigiano, sale e pepe.
Nel
frattempo che il riso giunge a cottura, pulire i calamaretti Spillo;
mettere sul fuoco una padella e arrostirli per qualche minuto. In
una pentola portare ad ebollizione 2 dl di brodo e legare con 1 g di
xantana, unire poi zafferano e pistilli e lasciare raffreddare.
Comporre riponendo il risotto nel piatto, guarnire con la salsa allo
zafferano, fiori e germogli. Cospargere il risotto di calamaretti
croccanti e bocconcini di salsiccia di vitello.
*Contributor di
Bellezzefelici ed esperta di chef stellati
martedì 11 febbraio 2014
Nel cuore di Milano pulsa un'osteria di mare
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| L'esterno |
di
Patrizia Gallini*
Nassa
Osteria di mare è un ristorante di cucina innovativa e
d’avanguardia. Nasce a Milano, vicino a viale Abruzzi,
dall’esperienza di Gabriele Tasinato che per anni ha
lavorato nel commercio di prodotti ittici e, nei momenti liberi, ha
provato tanti ristoranti stellati, vicini e lontani, per affinare il
suo gusto. L’idea era di creare un ristorante raccolto (35 coperti)
dove la qualità la facesse da padrone, senza tralasciare un
arredamento consone al mare.
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| Gabriele Tasinato |
Con
l’aiuto dell’architetto Paolo Ricci è nato un ambiente
chic, dalle sembianze marine. Mancava solo uno chef in grado di
esprimere al meglio le potenzialità del pesce ed ecco la
collaborazione con Maurizio Di Prima che dopo vari stage in
Italia e all’estero, aiuto chef in Sardegna e a Cortina, e alcuni
anni passati con lo stellato Sadler, era pronto a dirigere con
maestria una sua cucina.
L’incontro
con Giacomo e la sua decennale esperienza in sala ha chiuso il
cerchio per un’ottima collaborazione.
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| Maurizio Di Prima |
Prezzo
medio 55 euro, vino escluso. Aperto solo alla sera, domenica
esclusa.
Nassa
Osteria di mare
Via
Donatello 22
Milano
Tel.
02.26684810
www.nassaosteria.it; www.facebook.com/nassaosteria
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| Piramide al the di bergamotto |
LA
RICETTA
Piramide
al the di bergamotto con cuore morbido di lamponi
Ingredienti
per 4 persone
Per
la bavarese al the di bergamotto:
125
ml di panna
35
g. tuorlo d'uovo
50
g. zucchero
6
bustine di the al bergamotto
2,5
g. colla di pesce
Per
il cuore morbido di lamponi:
50
g. di lamponi
25
g. zucchero
2,5
g. succo di limone
Cioccolato
per copertura
- Lasciare in infusione per 12 ore le bustine di the in 50ml. di panna;
- mettere i lamponi con lo zucchero e il succo di limone nel mixer e frullare, passare al colino ottenendo una salsa liscia. Versare il composto nei silpat a forma di piccola semisfera e congelare;
- a parte montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema;
- semi-montare la panna lasciata in infusione con la restante e amalgamare insieme alla crema;
- versare il composto negli stampi a forma di piramide per metà, lasciare rapprendere, adagiare al centro una piccola semisfera di salsa ai lamponi e ricoprire il tutto con il rimanente composto;
- lisciare con una spatola e porre tutto in freezer o meglio in abbattitore a -20 gradi;
- Una volta pronta togliere dagli stampi e con l'aiuto di uno stuzzicadenti grande immergere la piramide nel cioccolato di copertura che avremmo fatto sciogliere precedentemente a bagnomaria e conservare in frigorifero per circa mezz'ora prima di servirla.
*Contributor
di Bellezzefelici ed esperta di cucina stellata
lunedì 20 gennaio 2014
Il Desco, due raffinate stelle nel cuore di Verona
![]() |
| La sala centrale |
di
Patrizia Gallini*
Verona
è una città incantevole, dai mille palazzi storici, conosciuta in
tutto il mondo per la sua Arena. Non poteva mancare, nel cuore del
centro storico, a due passi dalla casa di Giulietta, un ristorante
degno di tanta notorietà: Il
Desco.
Il
ristorante, che mantiene due
stelle Michelin
da svariati anni, è situato in un palazzo del Quattrocento, la sala
principale dal soffitto a cassettoni, i colori, i tavoli
apparecchiati con maestria, invitano alla conversazione e preparano
ad una cucina di altissimo livello con piatti speciali sia come
genialità nella preparazione sia come presentazione.
Elia
Rizzo
e il figlio Matteo
sono i due chef di questo ristorante. Matteo, il figlio ventinovenne,
si è fermato al nostro tavolo ed è nata una conversazione molto
piacevole.
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| Da sinistra, Elia e Matteo Rizzo, i due chef |
D.
Mi dica Matteo, quando è nato il Desco?
R.
Mio
padre ha creato Il Desco trent’anni fa. Già da bambino gironzolavo
in cucina e aiutavo con piacere a pulire le verdure osservando papà
che preparava i suoi piatti fantasiosi. Verso i quindici anni ho
cominciato il servizio in sala e da alcuni anni, assieme a mio padre,
dirigo la cucina.
D. Come descriverebbe il tipo di cucina del vostro ristorante?
R.
Una cucina legata alla qualità degli ingredienti, semplice ma
raffinata, perché le materie troppo elaborate perdono la sostanza,
una qualità quindi intrinseca nell’ingrediente. Usiamo per la
maggior parte materie del territorio, come il baccalà, le verdure di
stagione, i piatti tipici della cucina veneta.
D. Che cosa preferisce fare in cucina?
R.
Nei
piatti di pasta riesco ad esprimermi al meglio, comunque mi piace
fare un po’ di tutto. Il nostro è un gioco di squadra, esprimo le
mie idee a mio padre e lui è sempre geniale nel trovare la giusta
interpretazione, ha l'intuizione di far diventare l’idea un grande
piatto.
Il
Desco ha una capienza di 45 coperti, distribuiti nelle due sale. Menù
dei classici del ristorante a 95 euro, vini esclusi. Menù
degustazione 135 euro, vini esclusi.
www.ristoranteildesco.it
![]() |
| Triglie con fave |
LA
RICETTA
Filettini
di triglia con fave, pomodorini, olive e cappellunghe
8 filetti di triglia
16 cappelunghe
100 gr di fave verdi
4 cucchiai di olive nere
denocciolate
100 gr di pomodorini
zatterino tagliati in due
olio extra vergine
sale, pepe
aglio tritato
Cuocere le cappelunghe (dopo
averle fatte spurgare in acqua per mezza giornata) in una padella con
un filo d’olio e un pizzico di aglio. Estrarle dal guscio. Cuocere
le fave private della buccia in acqua salta bollente. Cuocere in una
padella con un filo d’olio a fuoco vivo i filettini (salati e
pepati) fino a doratura. Disporre sulla base del piatto l’insalatina
di fave, pomodorini e olive condita. Adagiare sopra le cappelunghe e
i filetti di triglia.
*Contributor
di Bellezzefelici,
esperta di cucina stellata e chef
martedì 17 dicembre 2013
Innocenti evasioni zen nel cuore di Milano
![]() |
| Nel cuore di Milano |
di Patrizia Gallini*
Tommaso
Arrigoni ed Eros Picco, i due proprietari di Innocenti
Evasioni, hanno creato un ambiente fatato che non penseresti di
trovare in una Milano industriale. Questo ristorante, insignito di
una stella Michelin, oltre al cibo raffinato offre un’atmosfera
quasi irreale: un ampio giardino zen con piante, fiori, grossi sassi
e cascate d’acqua che riposano l’occhio e la mente e ti fanno
evadere dalla vita di tutti i giorni. In estate è il luogo ideale
per l’aperitivo, in inverno le grandi vetrate ti permettono di
godere la vista quasi fossi contornato dalle piante.
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| Eros Picco e Tommaso Arrigoni |
Tommaso
ed Eros si sono divisi i compiti: il primo si cura dell’accoglienza
degli ospiti consigliandoli con dovizia di particolari e prepara
deliziosi dessert, il secondo dirige con professionalità la cucina.
Il cibo è ricercato, il pane ed i grissini di loro produzione, i
tavoli ben distanziati per creare atmosfera e apparecchiati con gusto
ed eleganza. Ogni mese viene scelto un differente menù che segue i
prodotti di stagione perché punto forte del ristorante è la qualità
delle materie prime.
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| Un particolare dell'interno |
Il
menù degustazione cinque portate super selezionate accompagnate da
vini appropriati viene proposto ad un prezzo molto ragionevole per un
ristorante stellato, 68 euro, vini esclusi. Vi consiglio questo
ristorante fuori dal comune dove la cura degli ingredienti si fonde
con la sperimentazione gastronomica.
www.innocentievasioni.com, Via Privata della Bindellina, Milano, Tel. 02.33001882
Risotto al nero, crudo di seppie e polvere di peperoni canditi
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| Risotto al nero di seppia |
Ingredienti per 4 persone:
320
gr. riso carnaroli
1,5
l brodo di pesce
350
gr seppie
20
gr nero di seppia
aglio
olio
extravergine
basilico
2
peperoni rossi
100
gr zucchero
sale
olio
al peperoncino
Procedimento
Preparare
uno sciroppo con 100 gr di acqua e 100 gr di zucchero, immergere i
peperoni precedentemente pelati e lasciare in infusione fino a che il
tutto non sarà freddo. Scolare i peperoni, portare a bollore lo
sciroppo e rimettere i peperoni, lasciare raffreddare e ripetere la
stessa operazione altre due volte. Frullare i peperoni canditi e
stenderli su un foglio di carta oleata, infornare a 90° fino a
ottenere una cialda secca, fare raffreddare e frullarla rendendola
polvere. conservare in una scatola ermetica in assenza di umidità.
Pulire
le seppie e farle marinare con olio di oliva, basilico e uno spicchio
di aglio. Preparare il risotto e a metà cottura aggiungere il nero
di seppia; mantecare con olio extravergine di oliva, olio al
peperoncino e basilico a julienne. Tagliare le seppie a quadretti
piccoli, condire con olio e sale.
Impiattare
il risotto, posizionare una quenelle di seppia e spolverizzare con
la polvere di peperone candito.
*Contributor di Bellezzefelici ed esperta di cucina stellata
mercoledì 20 novembre 2013
Al pont de ferr, la vecchia Milano dei Navigli
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| Sui Navigli, Al pont de ferr |
L’Expo
è alle porte e Milano sta diventando sempre più moderna ed
attrezzata, nuovi grattacieli, nuovi scenari, costruzioni
avvenieristiche. Ma esiste sempre anche una Milano tradizionale da
scoprire, che mantiene le sue tradizioni ed i suoi luoghi. Sul
Naviglio Grande, opera di Leonardo, incastonata nella Ripa Ticinese,
esiste un’osteria che prende il nome dall’attiguo ponte in ferro
che lo attraversa: Al pont de
ferr.
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| Matias Perdomo, lo chef |
L’ambiente
è tipico da osteria, rossi mattoni a vista, intonaco bianco
sgrollato, rustici tavolini in legno apparecchiati con tovagliette in
carta dai toni rossi come i tovaglioli. Questa osteria, che esiste da
ben 25 anni, è di proprietà di Maida Mercuri, che accoglie i
commensali con grande calore e li fa subito sentire a proprio agio.
L’atmosfera è calda ed intima ed il servizio super accurato, degno
dei piatti dello chef Matias Perdomo che ben meritano la
stella Michelin che ha ottenuto da alcuni anni.
Matias
è nato 33 anni fa in Uruguay e dopo varie esperienze in patria è
stato chiamato al Pont de ferr una decina di anni fa diventando
nell’ultimo periodo il primo chef. I suoi piatti sono creativi,
senza però mai trascurare la tradizione. Se chiediamo a Matias cosa
sia la sua cucina, risponde: è qualche cosa che nasce dalla pancia,
un bisogno di reinterpretazione dei sensi con il cibo al centro.
![]() |
| Cipolla caramellata |
Particolarmente
conosciuta la sua cipolla rossa di Tropea di zucchero soffiato
ripiena di formaggio di capra fresco e la cipolla caramellata su un
letto di pane al sesamo nero, ricordi dei sapori dell’infanzia.
Il
ristorante ha una capienza di 50 coperti, aperto 7 giorni su 7. I
menù variano dai 60 ai 100 euro, vini a parte. Al pont de ferr,
Ripa di Porta Ticinese 55. www.pontdeferr.it
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| Una stella Michelin per Matias |
LA
RICETTA
Ashimi
di bue e foie gras
1
filetto di bue
q.b.
sale
q.b.
olio extra vergine di oliva dop Trevi
30
g umeboshi (prugne giapponesi, reperibili nei negozi con prodotti
multietnici)
100
g foie gras
100
g vino sauterne
Marinare
il foie gras con il vino dolce per 6 ore in frigorifero. Pulire il
filetto. Tagliare le sezioni a favore della
fibra. Schiacciare ogni trancio con il batti carne. Condire con sale
e olio. Affettare sottile sulla carne per apportare il grasso mancante
al filetto. Condire con piccole gocce di umeboshi.
*Contributor di Bellezzefelici ed
esperta di cucina stellata
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