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lunedì 5 maggio 2014

Milano si veste di 5. Il nuovo Chanel N°5

Milano, Largo Cairoli
Un enorme 5 in largo Cairoli a Milano. Resterà fino all'11 maggio per celebrare il numero portafortuna di Gabrielle Chanel. Nonché il nome del profumo che ha reso la maison famosa in tutto il mondo, firmato, nel 1921, da Ernest Beaux.

A huge 5 in the heart of Milan. It will remain until May 11th to celebrate the lucky number of Gabrielle Chanel. And the name of the perfume, created in 1921 by Ernest Beaux, that made the fashion house famous in the world.

Nel 2008 l'essenza diventa Eau Premiere, interpretata da Jacques Polge, naso di Chanel. Nel renderla più contemporanea, le regala una nota di dolcezza, secondo me. Quest'essenza è meno sofisticata del classico N°5, ha un cuore più caldo e fiorito grazie a ylang-ylang, assoluto di gelsomino e rosa di maggio. Ma resta sempre, e questo è incontestabile, un N°5.

In 2008, the essence becomes Eau Premiere, revisited by Jacques Polge, Chanel's nose. To make it more contemporary he gives it a hint of sweetness, in my opinion. This essence is less sophisticated than the classic No. 5, it has a warmer and flourished heart thanks to ylang-ylang, jasmine absolute and May rose. But it still remains, and this is indisputable, a No.5. 
Un super-classico reinterpretato!
Il flacone, tutto in vetro, è ornato da un tappo a forma di diamante taglio cabochon, ispirato all'architettura di Place Vendôme a Parigi.

The bottle, all glass, is decorated with a cabochon-cut diamond-shaped cap, inspired by the architecture of the Place Vendôme in Paris.

Chanel N°5 Eau Premiere vapo 50 ml, 86 euro; vapo 100 ml, 120 euro.

lunedì 13 maggio 2013

Chanel N°5, grandi amori e avanguardie artistiche. In mostra


Gabrielle Chanel. Collezione Chanel, Man Ray Trust/Adagp, Parigi, 2013

La storia di un profumo intramontabile, Chanel N°5,  è strettamente legata al primo grande amore di Gabrielle Chanel, Arthur Capel, morto nel 1919. Fu lui ad avvicinarla alla letteratura e all’esoterismo. Ma è anche legata alle avanguardie artistiche del primo Novecento, in particolar modo a Cocteau, Picasso, Apollinaire, Stravinsky, Picabia. Oggi è diventata una mostra ricca di opere, fotografie, filmati, materiali d’archivio e oggetti.
Boy Capel, 1911. Collezione Edmonde Charles Roux

Fino al 5 giugno, il Palais de Tokyo di Parigi ospita l'esposizione N°5 Culture Chanel. La mostra porta la firma di Jean-Louis Froment, curatore degli allestimenti di Mosca, Shanghai, Pechino e Guangzhou.  
Soldati americani davanti alla boutique di Chanel nel 1945. Foto: Serge Lido
Per superare la scomparsa di Capel, Chanel si recò nella decadente Venezia (meravigliosamente descritta, anni prima, dal premio Nobel Thomas Mann), che divenne ben presto una delle sue destinazioni preferite e tra le maggiori fonti di ispirazione. Allo stesso modo Chanel sognava la Russia che le veniva dipinta dal granduca Dimitri Pavlovic, la stessa Russia che aveva colorato l'immaginazione olfattiva di Ernest Beaux (il naso che creò Chanel N° 5) quando era al servizio dello zar, prima di essere allontanato dal Paese a causa della Rivoluzione e costretto all'esilio in Francia.
Marylin Monroe prima della prémiere de La gatta sul tetto che scotta di T. Williams, 1955
L’essenza nacque nel 1921, in un contesto creativo estremamente dinamico. Sin dalla rivoluzione del Cubismo, iniziata nel 1907 con il dipinto Les Demoiselles d'Avignon di Picasso, e con l'avvento del Futurismo italiano nel 1908, le avanguardie avevano continuato a descrivere una modernità particolare, che alla fine avrebbe trionfato all'alba degli anni Venti. Allora più che mai, l'astrazione attraversava tutte le forme di creatività. Così questo profumo, che evocava la figura di una donna, Mademoiselle Chanel. La quale aveva battezzato l’essenza con il numero 5  per evitare che si cercasse di connotarlo, sia in maniera figurativa, che descrittiva.  Il N°5 parve essere il manifesto dello spirito creativo di quel tempo, che le avanguardie sostennero e confermarono.

E fu Chanel in persona a porsi davanti all’obiettivo di François Kollar, nel 1937, per la prima campagna pubblicitaria americana, pubblicata su Harper's Bazaar.  Nella costruzione di questo profumo mitico si insinua l’ombra di un secondo uomo, Pierre Reverdy, l'amante segreto, con cui Chanel mantenne un dialogo per tutta la sua vita.

Il sito di riferimento della mostra: www.5-cultirechanel.com


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