mercoledì 20 novembre 2013

Al pont de ferr, la vecchia Milano dei Navigli

Sui Navigli, Al pont de ferr
di Patrizia Gallini*

L’Expo è alle porte e Milano sta diventando sempre più moderna ed attrezzata, nuovi grattacieli, nuovi scenari, costruzioni avvenieristiche. Ma esiste sempre anche una Milano tradizionale da scoprire, che mantiene le sue tradizioni ed i suoi luoghi. Sul Naviglio Grande, opera di Leonardo, incastonata nella Ripa Ticinese, esiste un’osteria che prende il nome dall’attiguo ponte in ferro che lo attraversa: Al pont de ferr.
Matias Perdomo, lo chef
L’ambiente è tipico da osteria, rossi mattoni a vista, intonaco bianco sgrollato, rustici tavolini in legno apparecchiati con tovagliette in carta dai toni rossi come i tovaglioli. Questa osteria, che esiste da ben 25 anni, è di proprietà di Maida Mercuri, che accoglie i commensali con grande calore e li fa subito sentire a proprio agio. L’atmosfera è calda ed intima ed il servizio super accurato, degno dei piatti dello chef Matias Perdomo che ben meritano la stella Michelin che ha ottenuto da alcuni anni.

Matias è nato 33 anni fa in Uruguay e dopo varie esperienze in patria è stato chiamato al Pont de ferr una decina di anni fa diventando nell’ultimo periodo il primo chef. I suoi piatti sono creativi, senza però mai trascurare la tradizione. Se chiediamo a Matias cosa sia la sua cucina, risponde: è qualche cosa che nasce dalla pancia, un bisogno di reinterpretazione dei sensi con il cibo al centro.
Cipolla caramellata
Particolarmente conosciuta la sua cipolla rossa di Tropea di zucchero soffiato ripiena di formaggio di capra fresco e la cipolla caramellata su un letto di pane al sesamo nero, ricordi dei sapori dell’infanzia.

Il ristorante ha una capienza di 50 coperti, aperto 7 giorni su 7. I menù variano dai 60 ai 100 euro, vini a parte. Al pont de ferr, Ripa di Porta Ticinese 55. www.pontdeferr.it
Una stella Michelin per Matias

LA RICETTA
Ashimi di bue e foie gras

1 filetto di bue
q.b. sale
q.b. olio extra vergine di oliva dop Trevi
30 g umeboshi (prugne giapponesi, reperibili nei negozi con prodotti multietnici)
100 g foie gras
100 g vino sauterne

Marinare il foie gras con il vino dolce per 6 ore in frigorifero. Pulire il filetto. Tagliare le sezioni a favore della fibra. Schiacciare ogni trancio con il batti carne. Condire con sale e olio. Affettare sottile sulla carne per apportare il grasso mancante al filetto. Condire con piccole gocce di umeboshi.

*Contributor di Bellezzefelici ed esperta di cucina stellata

2 commenti:

  1. Adorabile vecchia Milano! Magari una serata ci scappa...

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